UNA VITA PER L’ARTE II

Carlo_PepiLa Beffa Livornese ( Le statue di Modigliani)

A proposito di contraffazioni vorrei ricordare un episodio balzato agli onori della cronaca quando, nel 1984, il comune di Livorno organizzò una mostra per celebrare il centenario della nascita di Modigliani; fu subito fermento perché Pepi ritenne che un ritratto di Picasso e una scultura esposte non fossero originali. Comunque la mostra era incentrata sul dragaggio del Fosso Reale che attraversa la città, dove si pensava di trovare delle sculture che l’artista vi avrebbe gettato a causa delle critiche degli amici; alla fine vennero estratte tre sculture con grande stupore di tutti, acclamate dai più come i suoi capolavori ritrovati.  Carlo Pepi, invece, dichiarò che non potevano essere opera di Modigliani perché non avevano nulla della plasticità dello scultore e anche perché egli non avrebbe mai potuto compiere un simile gesto dal momento che riteneva lo scolpire la più alta forma d’arte e che questa era la sua vera, grande passione. Tutto ciò, naturalmente, creò grande scompiglio, ma i fatti gli diedero ragione quando spuntarono gli autori delle false statue che dichiararono di aver voluto fare uno scherzo  e  screditare la critica d’arte. Poco tempo dopo un carrozziere di Livorno, Piero Carboni, dichiarò di possedere le vere tre teste di Modigliani. Egli raccontò che un pittore che doveva partire per la Francia le aveva affidate a suo zio ed erano rimaste per molti anni in giardino dove erano impiegate come “porte” per giocare a calcio con i cugini. Durante la II guerra Mondiale, dopo un bombardamento che aveva distrutto la casa dello zio, le ritrovò in buono stato e le trasferì a casa sua con il consenso dei cugini. Ovviamente, a causa dei precedenti avvenimenti, nessuno dette credito al suo racconto. Intanto il tempo passa e nel 1991 viene interpellato Carlo Pepi che, dopo aver attentamente esaminato le sculture, si convinse della loro autenticità e ancora una volta rimase  solo nella sua battaglia. Proprio lui che non ha mai cercato arricchimento personale o di farsi una carriera attraverso perizie superpagate, si ritrovò accusato di aver autenticato delle sculture false; perciò nel 2000 iniziò un lungo processo da cui, dopo varie traversie, uscirà assolto. Processo che non avrebbe dovuto neanche iniziare perché, scandagliando la vita di Modigliani, è emerso che egli aveva avuto uno studio, dove scolpiva, vicino alla casa dello zio di Carboni; per di più, tra alcuni suoi disegni in mostra a Palazzo Grassi a Venezia, si sono trovati quelli preparatori delle tre statue in cui si riscontravano dettagli identici tra le sculture e i disegni stessi.

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