Gallina papessa…

Una gallina, come tutte le mattine, raspava per terra cercando piccoli insetti, vermetti e sassolini da mangiare. Ad un certo punto vide spuntare in superficie un piccolo lembo bianco: sembrava un foglietto arrotolato! “Che strano” pensò la gallina  e lo estrasse con cura dal terreno per leggere cosa  c’era scritto; per prima cosa si mise un paio di occhiali che teneva sotto l’ala sinistra e, dopo averlo srotolato, cominciò a leggere con grande attenzione: ” Gallina Papessa a Roma lessa…”, ma arrivò il gallo che, incuriosito dal suo atteggiamento, le chiese cosa stesse facendo.  ” Ho trovato questo biglietto” rispose la gallina ” e devo partire per Roma”. ” Come mai?” chiese il gallo , ” Perché è scritto qui! ”  ” Beata te! Piacerebbe anche a me vedere Roma, l’ho sempre desiderato!” ” Vediamo se c’è anche il tuo nome” disse lei e ricominciò a leggere: ” Gallina Papessa a Roma lessa – Gallo Raspante a Roma andante…” ” Allora posso venire con te!” ” Certo” rispose la gallina e uscendo dal pollaio si avviarono contenti giù per una stradina polverosa di campagna in direzione della città. Fatti un paio di chilometri incontrarono un bellissimo merlo dal becco giallo che, appollaiato sul ramo di un albero lungo la strada, li apostrofò: “Dove andate così di fretta?”  “Andiamo a Roma” ” Che bello, ma come mai?” disse il merlo ” Perché è scritto sul biglietto che ho trovato! ”  ” Posso venire anch’io?”  “Mah, vediamo se sei invitato anche tu”. La gallina inforcò gli occhiali, prese il foglio e lesse:  ” Gallina Papessa a Roma lessa – Gallo Raspante a Roma andante – Merlo prete…Sì, c’è il tuo nome, seguici”. Il merlo, tutto felice, si aggregò a loro svolazzando sulle loro teste e così andarono avanti per un bel po’  finché incontrarono un colombo che stava sulla finestrella di una casa colonica. ” Ehi voi, dove state andando?  ”  ” A Roma!” disse il merlo dandosi delle arie  “Cosa ci andate a fare? ” ” Andiamo dal Papa, c’è scritto così in questo bigliettino “. La gallina lo riprese da sotto l’ala e lesse a voce alta per farsi sentire bene: ” Gallina Papessa a Roma lessa – Gallo Raspante a Roma andante – Merlo prete – Colombo frate… Sei nominato, se vuoi puoi venire con noi così ci facciamo compagnia”   ” Certo! Vengo molto volentieri” rispose il colombo e si avviò volando insieme al merlo. Camminarono per un’altra ora poi, cominciando a sentire una certa stanchezza, decisero di riposarsi su un muretto vicino a un cespuglio senza accorgersi che dentro c’era il nido di un  Re Cacchino (lo scricciolo).  Questo, infastidito dall’inattesa invasione del suo territorio e anche un po’ curioso chiese: “Dove state andando?”. E loro: ” A Roma”  ” A Roma?? Come vorrei venire con voi! Posso?” . La gallina tirò fuori il suo foglietto e iniziò a leggere:  “Gallina Papessa a Roma lessa – Gallo Raspante a Roma andante – Merlo prete – Colombo frate – Re Cacchin della compagnia – e la volpe non ci sia.” ” Dai! Vieni con noi, sei stato invitato”. Lo scricciolo, molto contento si unì alla piccola brigata e andarono avanti fino a quando, ormai prossimi alla città, prima di una curva della strada videro una volpe che girovagava senza meta, in cerca di qualcosa da mettere nello stomaco. Si fermarono impauriti alla sua vista, ma la volpe vedendo lo strano gruppo chiese tutta interessata: ” Dove andate a quest’ora!”  e la gallina, ostentando una tranquillità che era lontana dall’avere, rispose pazientemente che erano diretti  a Roma perché erano stati invitati con un biglietto. ” Vengo anch’io con voi, vorrei tanto visitarla!” ” Purtroppo non puoi perché  non sei nella lista”  ” Non è possibile, guarda meglio, vi prego fatemi questo favore, ve ne sarò grata per sempre!”  ” Come facciamo a portarti con noi! non sei stata invitata… Comunque ti leggo l’invito così ti convincerai che è come dico”. La gallina, al solito, tirò fuori il biglietto, lo lesse e quando arrivò alla frase finale ” E la volpe non ci sia” vide con suo grande stupore che la volpe rattristata si girò e tornò indietro brontolando avvilita contro il destino che la privava di un viaggio così interessante. I cinque compagni si allontanarono in gran fretta e in men che non si dica avevano svoltato lieti di  essere scampati a una morte sicura; la volpe, invece, che dopo un po’ si  era ripresa dal dispiacere, si fermò di botto in mezzo alla strada e ” Che stupida sono stata!” esclamò dandosi una manata sulla fronte  ” che occasione ho perso! Avevo a mia disposizione un pranzo succulento: una bella gallina grassa e un galletto saporito e li ho lasciati andare via! “. Ritornò di corsa sui suoi passi per vedere se poteva raggiungerli, ma ormai erano troppo lontani e non le rimase altro da fare che rientrare nella sua tana più affamata di prima.