A fine inverno

primula auricola o Orecchie d'orso

primula auricola o Orecchie d’orso

3501_auricula_carnaval-1000x750_0-236x177_0

Per me, nata e cresciuta a Como dove l’inverno è molto freddo e spesso ricco di neve, la vista di una primula nei campi ancora spruzzati di bianco, è sempre stata fonte di grande gioia perché significava l’arrivo imminente della Primavera che, col suo tepore, faceva sbocciare anche le timide violette, le pervinche e l’anemone dei boschi, fiori che ho sempre adorato; soprattutto le primule e le viole che crescevano su un prato scosceso proprio davanti alla piccola scuola di campagna di Tavernola, sotto Mognano dove abitavo, quando frequentavo la II Elementare in un’aula che ospitava alunni anche di I e di IV, come accadeva nelle piccole frazioni negli anni  ’50. La primula di cui parlo, molto diffusa nelle nostre campagne, ha fiori color giallo chiaro, foglie allungate di un bel verde brillante, non è sgargiante come quelle che si trovano nei negozi di fiori che sono frutto di svariati incroci. Tra le molte varietà oggi in commercio ce n’è una meno conosciuta e altrettanto bella: la primula  “auricola” detta anche  “orecchie d’orso” a causa della forma delle sue foglie. Nei secoli passati è stata tanto apprezzata dalle  “società dei  fioristi”, cioè appassionati coltivatori di fiori, da essere menzionata in alcuni testi di botanica del  ‘700 per avere già allora moltissime specie, più di trecento!

Molto incuriosita da questa piantina rara e non più di moda, tempo fa cominciai a cercarla con mio marito in tutte le serre della zona senza esito, finché scoprimmo l’indirizzo di un vivaio che le trattava su una rivista di giardinaggio. Raggiungere il posto indicato fu un’avventura perché era situato in aperta campagna, senza indicazioni, ma, quando arrivammo, avemmo la sorpresa maggiore: il “vivaista” era un riservato signore inglese che non aveva certo l’aspetto di un venditore e il cosiddetto vivaio era in realtà il giardino di un antico convento di campagna con una meravigliosa vista sul territorio intorno a Volterra che includeva anche la bellissima e antica Rocca Sillana e mostrava una rigogliosa  collezione di garofani vicino alla piccola, ma ombrosa, fonte presso la quale si rinfrescavano i frati nei momenti di riposo. Il gentilissimo “giardiniere” ci spiegò che aveva coltivato le  “auricola” con scarso successo dato anche il clima particolarmente secco della campagna toscana e ci regalò l’ultima sopravvissuta con l’augurio che riuscissimo a farla fiorire. La primula con le nostre amorevoli cure fiorì in Settembre mostrando le sue belle corolle color porpora dal cuore giallo-oro su un unico fusto ad ombrella. La pianta che è alta non più di 20 cm.deve essere coltivata in luoghi non assolati e riparati non perché sia poco rustica, ma perché la caratteristica polverina bianca che ha sui petali e che le conferisce  un certo magico “non so che” potrebbe essere lavata via dalla pioggia togliendole quella  particolare attrattiva che la rende unica.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...