L’intrigante Vitalba

L’intrigante Vitalba

clematide

Clematide “Montana”

Passeggiando per le nostre belle colline toscane, al margine del bosco dove il terreno è incolto e povero, capita di vedere una pianta simile a una liana, la vitalba, talmente invadente che sembra soffocare gli alberi a cui si avvinghia.

In Primavera, però, da questo caotico intrico spuntano i suoi delicati fiori bianchi (talvolta scarlatti) da cui in Autunno nascono argentei semi piumosi, leggeri e pronti a spandersi intorno al primo soffio di vento.

Dall’incrocio di queste piante selvatiche è nata la stupefacente Clematide chiamata così più di 2000 anni fa dallo studioso greco Dioscoride ( da klema, cioè viticcio); ha moltissime varietà coltivabili ed è amatissima dai giardinieri inglesi ( a questo proposito è da vedere il giardino della villa dove visse Vita Sackville West) perché in Primavera e in Estate si copre di bellissimi fiori multicolori. Si va dalle grandi corolle viola e sgargianti della “Jackmanii”  ai piccoli, delicati fiori rosa della “Montana” oppure ai variegati petali bianchi e rosa della “Nelly Moser; se si preferisce il bianco è perfetta la “Miss Bateman” ( ho potuto ammirarla nel giardino di un piccolo, antico convento abbandonato sotto Mazzolla, a Volterra,  ristrutturato anni fa da una coppia di inglesi), mentre di color rosso scuro e intenso è la  “Ville de Lion” dall’aspetto vellutato.

Essendo la Clematide una pianta rustica è anche facile da coltivare: ha, però, bisogno di un terreno ricco di humus, di sole sulla chiome ma tassativamente ombra alle radici e di un sostegno su cui potersi allungare.

Insomma, una pianta così decorativa e ricca di varietà ( ve ne sono anche di erbacee ed arbustive) non può mancare nei nostri giardini o sui terrazzi, anche abbinata alle rose rampicanti!