The Siege of Paris of 885-886

The Freelance History Writer

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For those who have been watching the “Vikings” television series, Season 3 has been dominated by the Siege of Paris. But what really happened at the siege? Fortunately, we have the poems of the monk Abbo of Saint-Germain-des Prés to give us a record of the events. But it must be kept in mind the monk was writing to glorify the French. We also don’t know if the combatants really used mangonels and trebuchets this early in the Middle Ages. But it makes for a good story!

During the ninth century, while Charlemagne was in control of Western Europe, the Norse or Vikings as they came to be called, made little headway. They attacked and plundered the British Isles and settled in Iceland and even Greenland. But when Charlemagne died, local custom dictated that his three grandsons divide his kingdom into three separate entities. This created internal civil strife, leaving…

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L’intrigante Vitalba

L’intrigante Vitalba

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Clematide “Montana”

Passeggiando per le nostre belle colline toscane, al margine del bosco dove il terreno è incolto e povero, capita di vedere una pianta simile a una liana, la vitalba, talmente invadente che sembra soffocare gli alberi a cui si avvinghia.

In Primavera, però, da questo caotico intrico spuntano i suoi delicati fiori bianchi (talvolta scarlatti) da cui in Autunno nascono argentei semi piumosi, leggeri e pronti a spandersi intorno al primo soffio di vento.

Dall’incrocio di queste piante selvatiche è nata la stupefacente Clematide chiamata così più di 2000 anni fa dallo studioso greco Dioscoride ( da klema, cioè viticcio); ha moltissime varietà coltivabili ed è amatissima dai giardinieri inglesi ( a questo proposito è da vedere il giardino della villa dove visse Vita Sackville West) perché in Primavera e in Estate si copre di bellissimi fiori multicolori. Si va dalle grandi corolle viola e sgargianti della “Jackmanii”  ai piccoli, delicati fiori rosa della “Montana” oppure ai variegati petali bianchi e rosa della “Nelly Moser; se si preferisce il bianco è perfetta la “Miss Bateman” ( ho potuto ammirarla nel giardino di un piccolo, antico convento abbandonato sotto Mazzolla, a Volterra,  ristrutturato anni fa da una coppia di inglesi), mentre di color rosso scuro e intenso è la  “Ville de Lion” dall’aspetto vellutato.

Essendo la Clematide una pianta rustica è anche facile da coltivare: ha, però, bisogno di un terreno ricco di humus, di sole sulla chiome ma tassativamente ombra alle radici e di un sostegno su cui potersi allungare.

Insomma, una pianta così decorativa e ricca di varietà ( ve ne sono anche di erbacee ed arbustive) non può mancare nei nostri giardini o sui terrazzi, anche abbinata alle rose rampicanti!

La pittura di Giovanni Cecchini

Il mondo di Giovanni Cecchini è fantasioso, onirico, affollato di emozioni dalle quali scaturiscono linee sinuose che si accavallano e, talvolta, si compenetrano conferendo ai quadri la vitalità e il ritmo di un “crescendo” musicale.

L’artista usa una tecnica pittorica tradizionale e decisamente figurativa; tutte le opere sono accomunate da un marcato simbolismo accentuato anche dall’uso del colore e riflettono vicende della vita reale poi rielaborate nell’immaginario del pittore.

Realtà e sogno, dunque, per l’artista convivono nel nostro mondo interiore come il Bene e il Male coesistono nella parte più intima di ciascuno di noi, pronti a scaturire dalle zone meno conosciute della nostra psiche a seconda delle situazioni, mentre la Natura è vista come una presenza partecipe qualche volta in modo positivo, altre in senso negativo, ma mai indifferente alle vicende umane.

Simonetta Ostinelli

A fine inverno

primula auricola o Orecchie d'orso

primula auricola o Orecchie d’orso

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Per me, nata e cresciuta a Como dove l’inverno è molto freddo e spesso ricco di neve, la vista di una primula nei campi ancora spruzzati di bianco, è sempre stata fonte di grande gioia perché significava l’arrivo imminente della Primavera che, col suo tepore, faceva sbocciare anche le timide violette, le pervinche e l’anemone dei boschi, fiori che ho sempre adorato; soprattutto le primule e le viole che crescevano su un prato scosceso proprio davanti alla piccola scuola di campagna di Tavernola, sotto Mognano dove abitavo, quando frequentavo la II Elementare in un’aula che ospitava alunni anche di I e di IV, come accadeva nelle piccole frazioni negli anni  ’50. La primula di cui parlo, molto diffusa nelle nostre campagne, ha fiori color giallo chiaro, foglie allungate di un bel verde brillante, non è sgargiante come quelle che si trovano nei negozi di fiori che sono frutto di svariati incroci. Tra le molte varietà oggi in commercio ce n’è una meno conosciuta e altrettanto bella: la primula  “auricola” detta anche  “orecchie d’orso” a causa della forma delle sue foglie. Nei secoli passati è stata tanto apprezzata dalle  “società dei  fioristi”, cioè appassionati coltivatori di fiori, da essere menzionata in alcuni testi di botanica del  ‘700 per avere già allora moltissime specie, più di trecento!

Molto incuriosita da questa piantina rara e non più di moda, tempo fa cominciai a cercarla con mio marito in tutte le serre della zona senza esito, finché scoprimmo l’indirizzo di un vivaio che le trattava su una rivista di giardinaggio. Raggiungere il posto indicato fu un’avventura perché era situato in aperta campagna, senza indicazioni, ma, quando arrivammo, avemmo la sorpresa maggiore: il “vivaista” era un riservato signore inglese che non aveva certo l’aspetto di un venditore e il cosiddetto vivaio era in realtà il giardino di un antico convento di campagna con una meravigliosa vista sul territorio intorno a Volterra che includeva anche la bellissima e antica Rocca Sillana e mostrava una rigogliosa  collezione di garofani vicino alla piccola, ma ombrosa, fonte presso la quale si rinfrescavano i frati nei momenti di riposo. Il gentilissimo “giardiniere” ci spiegò che aveva coltivato le  “auricola” con scarso successo dato anche il clima particolarmente secco della campagna toscana e ci regalò l’ultima sopravvissuta con l’augurio che riuscissimo a farla fiorire. La primula con le nostre amorevoli cure fiorì in Settembre mostrando le sue belle corolle color porpora dal cuore giallo-oro su un unico fusto ad ombrella. La pianta che è alta non più di 20 cm.deve essere coltivata in luoghi non assolati e riparati non perché sia poco rustica, ma perché la caratteristica polverina bianca che ha sui petali e che le conferisce  un certo magico “non so che” potrebbe essere lavata via dalla pioggia togliendole quella  particolare attrattiva che la rende unica.