The Siege of Paris of 885-886

The Freelance History Writer

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For those who have been watching the “Vikings” television series, Season 3 has been dominated by the Siege of Paris. But what really happened at the siege? Fortunately, we have the poems of the monk Abbo of Saint-Germain-des Prés to give us a record of the events. But it must be kept in mind the monk was writing to glorify the French. We also don’t know if the combatants really used mangonels and trebuchets this early in the Middle Ages. But it makes for a good story!

During the ninth century, while Charlemagne was in control of Western Europe, the Norse or Vikings as they came to be called, made little headway. They attacked and plundered the British Isles and settled in Iceland and even Greenland. But when Charlemagne died, local custom dictated that his three grandsons divide his kingdom into three separate entities. This created internal civil strife, leaving…

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IRIS Simbolo di potere

stemma di Jeanne d’Arc: Dio benedicente i gigli dorati di Francia

luigi_VII_riceve_la_croce_da_san_bernardo_02I tre petali del  “fleur-de-lys”  rappresentano fede, saggezza, valore oltre a speranza e potere, perciò l’iris  fu un emblema molto importante ma non solo regale:  ad esempio, S.Luigi ( Luigi IX di Francia) lo concesse agli Chateaubriand col motto: ” Il mio sangue colora le insegne della Francia”  e sul sigillo di John Mundegumri, circa nel 1175, c’è un singolo fiore adottato anche dai suoi discendenti, i Montgomery. Carlo V  inserì nel suo stemma tre  “fleurs-de-lys” per simboleggiare la Santa Trinità e la sua convinta fede cristiana; a Rouen, sulla statua di Giovanna d’Arco fu scolpita l’iris e un’iscrizione latina che dice: “Regia virgineo defenditur ense corona / lilea virgineo tuta sub ense nitent” ( la spada della vergine protegge la corona / sotto la spada della vergine i gigli possono fiorire). Il giglio di Francia appare anche sulle insegne dei Medici, tanto che l’iris è chiamata anche giglio di Firenze, forse perché, nella sua varietà bianca, cresceva abbondante  nelle vicinanze della città. L’iris apparve nello stemma inglese insieme ai leoni quando, nel 1275, Edmund di Lancaster, secondo figlio di Enrico III, sposò Blanche d’Artois, vedova di Enrico II di Navarra e Champagne e d’altro canto Edoardo III che iniziò la Guerra dei Cento Anni, e conquistò Calais reclamando il trono di Francia,  inserì nell’antico stemma francese i leoni d’Inghilterra. Il fiore  fu a lungo il simbolo della nazione da quando Luigi VII (nel dipinto insieme ad Eleonora d’Aquitania, mentre riceve la croce da S.Bernardo di Chiaravalle) prima della seconda Crociata, lo fece incidere sulle sue monete e sigilli (precedentemente, come simboli della Francia, erano rappresentati in modo vario rane, punte di spada, api, fiori di giglio) ed appartenne a tutti i rami della famiglia dei Borbone; divenne addirittura ornamento dell’asta del compasso inventato al tempo in cui Carlo D’Angiò  regnava in Sicilia. Invece nei primi anni dell’ ‘800 l’iris scomparve dalle insegne francesi soppiantato dalla violetta che adornò il capo della bella Imperatrice Eugenia il giorno delle sue nozze e che divenne, poi, l’emblema dei Bonapartisti quando Napoleone fu esiliato all’Elba: per i suoi sostenitori, come la violetta fiorisce ogni primavera, anch’egli sarebbe tornato presto dall’esilio. Tuttavia, per un imprevedibile rivolgimento nei destini di Francia, anche la viola, come l’iris ormai scomparsa, fu messa in disparte dai papaveri della nuova Repubblica; non solo, nel 1852 un editto vietava di riprodurre su anelli, braccialetti e stoffe qualsiasi immagine di iris,e più tardi, nel 1875 un altro editto vietava la rappresentazione di violette e api, simboli del bonapartismo, oltre alla circolazione di fotografie del Principe Imperiale per lasciar posto alla nuova bandiera della Repubblica: il tricolore blu, bianco e rosso.